sabato, 26 settembre 2009
“Tutti nella rete”, progetto di formazione ai nuovi media per docenti, genitori e studenti, presentato dall’Age di Senigallia con l’I.C. Marchetti al Ministero della Pubblica Istruzione durante la primavera scorsa, è stato scelto e premiato con 5.000 euro.

Nell’ambito della collaborazione tra scuola e famiglia e finalizzato ad incrementare la cultura della corresponsabilità educativa, tale percorso formativo, risultato di una progettazione congiunta tra scuola ed associazione dei genitori, si è proposto di sensibilizzare, informare/formare tutti i soggetti della scuola sui temi del disagio e dei molteplici e complessi fenomeni a questo connessi. Il percorso, evidenziando la necessità di soffermarsi con competenza ed attenzione sui nuovi fenomeni della rete, dei media, della televisione, dei videogiochi, dei telefonini, ha cercato di creare consapevolezza, conoscenza e capacità di sviluppare un approccio critico nei ragazzi come negli adulti, affinché si rifugga dalla facile ed improduttiva tentazione di demonizzare la tecnologia.

Tre gli esperti che hanno affrontato l’argomento dal punto di vista dei genitori (lo psicoterapeuta dott. Moreno Marcucci), degli studenti (la psicologa dott.ssa Michela Boscaro) e dei docenti (la prof.ssa Patrizia Confalonieri). Ricordiamo i titoli dei seminari per i genitori: “Adolescenza e famiglia: dalla dipendenza affettiva alla costruzione di sé”. “Prigionieri dei media: internet, SMS, TV ed altre tentazioni”. “I ‘tecnodipendenti’. Difficoltà di relazione e perdita di contatto con la realtà. Strategie di intervento”. E per i docenti. “Perché educare ad un uso critico dei media? Stop alle ostilità! Non demonizziamo i media ma educhiamo ai media”. ”Stereotipi, finzione e realtà virtuale nei media”. “Violenza nei media e cyber bullismo”. I ragazzi, invece, hanno lavorato in gruppi ed hanno assistito alla coinvolgente ‘lezione’ finale del Dirigente della Polizia Postale dott. Maurizio Pierlorenzo.

 
postato da: albertodicapua alle ore settembre 26, 2009 07:12 | Permalink | commenti
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sabato, 26 settembre 2009
Con l’avvio del nuovo anno scolastico, i tagli annunciati dalla riforma Gelmini sono diventati ormai una realtà.

Per quanto riguarda le scuole di primo grado anche Senigallia ha avuto un gran da fare per quadrare i numeri degli organici, salvando, con soluzioni anche complesse, plessi e classi di centro e di periferia. E non si placheranno nel frattempo le lotte soprattutto del precariato che si è visto negare ancora una volta la possibilità di una stabilizzazione. La cosa tuttavia di cui siamo maggiormente preoccupati come genitori è la qualità di una scuola che ci dicono sarà in caduta libera. Certo è da apprezzare lo sforzo del Comune come quello della scuola che assicurano (quasi) i medesimi servizi dell’anno scorso riservando fondi e chiedendo alle famiglie ulteriori contributi economici affinchè questa qualità venga lo stesso assicurata. Ma il contraccolpo determinato dalla scomparsa del modulo con l’affermazione del maestro unico avrà una ricaduta certa sulla qualità dell’insegnamento.


Che fare? Qui il pensiero va quasi naturalmente all’idea che la famiglia ha della scuola, ossia di un luogo dove viene erogato un servizio educativo che essa utilizza per un numero di ore sufficienti a coprire il proprio tempo lavoro. Questa idea ormai sembra non reggere più, perché il tipo di legame che la famiglia dovrà stabilire con la scuola deve avere il sapore di una partnership sempre più importante. Genitori che si offrono per assistere i bambini nel tempo mensa, genitori che aiutano le maestre durante le gite d’istruzione, genitori che (come è già accaduto) si fanno promotori/organizzatori di iniziative educative sono casi in cui le famiglie potrebbero contribuire a sostenere una qualità che con il nuovo modello potrebbe essere mortificata. Ma non è solo questo. Fra una settimana la scuola inizia e i media, come tutti gli anni, si interesseranno a quanto le famiglie hanno speso per i libri di scuola. La lamentazione da parte delle famiglie non mancherà perché ancora oggi per la prima superiore toccherà pagare almeno 300 euro.


La nostra proposta sul comodato d’uso dei libri scolastici (legge 133 del 2008), presentata alle Istituzioni esattamente un anno fa, è stata completamente ignorata, a causa, ci è stato riferito, delle problematiche legate all’avvio della Riforma. Concludiamo con un appello. La qualità della scuola non può più essere una prerogativa esclusiva delle Istituzioni perché riteniamo che le famiglie nell’interesse esclusivo dei propri bambini, e nella generale scarsità di risorse, abbiano il diritto e il dovere di contribuire a risollevare il morale di una scuola palesemente avvilita.

postato da: albertodicapua alle ore settembre 26, 2009 07:11 | Permalink | commenti
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domenica, 16 agosto 2009
Qualcuno ci deve spiegare perché a Milano l’ordinanza che vieta la vendita degli alcoolici ai minori di 16 anni è da considerarsi repressiva mentre nella civilissima Senigallia solo prevenire è bello e reprimere non serve a nulla.

Lo spettacolo che vi si para davanti alle casse, quando andate ai supermercati, è decisamente avvilente, perché vedete minorenni che aspettano il turno per pagare cassette di birra che non si sa dove e quando consumeranno (certo, dal caso del Miu J’adore di Marotta del febbraio scorso possiamo capire a che punto si può arrivare quando si alza un pò il gomito).

Per carità, ben vengano iniziative del Comune o dell’ASUR del tipo “Che cosa significa per te sentirsi brillo” oppure del “Viaggio sicuro al termine della notte” che servono senz’altro ad aumentare la sensibilità verso questo problema dei ragazzi come di noi adulti, ma l’argomentazione secondo la quale una severa punizione sia controproducente e non serva che ad alimentare lo stimolo alla trasgressione, crediamo stia perdendo sempre più consistenza.

L’ordinanza di Milano mette tutti in riga: gli esercenti, i ragazzi e le loro famiglie. Il codice penale punisce solo l’esercente, l’ordinanza responsabilizza tutti coloro che giocano un ruolo fondamentale nella soluzione del problema.

In particolare, non crediamo che punizioni esemplari criminalizzino il minore perché se la famiglia, come l’operatore commerciale giocasse un ruolo di rispetto e di sostegno della regola e non di scarico delle responsabilità, come accade sempre più spesso, avremmo tutti svolto un costruttiva azione educativa.

La regia di una Pubblica Amministrazione sarebbe a questo punto cruciale. Un Patto di corresponsabilità educativa (se ne parla sempre ma fa fatica a nascere) tra chi emette la norma e ne controlla il rispetto (l’ordinanza), e gli operatori come le famiglie che ne avallano la portata educativa, è necessario e diremmo che sia ora fatta.

Ci vuole solo un pò di coraggio.
postato da: albertodicapua alle ore agosto 16, 2009 07:08 | Permalink | commenti
categoria:alcool
mercoledì, 01 aprile 2009

Il 27 marzo si è tenuto il secondo appuntamento, sempre riservato ai genitori, dal titolo “Prigionieri dei media: Internet, SMS, TV ed altre tentazioni”. Buona è stata la partecipazione ed interessante il dibattito. Una mamma rifletteva sulla propria figlia che tornata a casa da scuola si getta subito sulle chat sfuggendo ogni dialogo con risposte evasive e brevi. Un’altra condannava la rete come strumento che spersonalizza e non aiuta gli adolescenti a parlare autenticamente fra loro, privilegiando una modalità finta e virtuale. Con la premessa che demonizzare la tecnologia risulterebbe alla fine una battaglia persa, un papà chiedeva poi consigli pratici per trovare la più corretta e feconda metodologia nei rapporti con i figli.

Il Prof. Marcucci ha posto al centro dell’attenzione i rapporti personali. Se in famiglia tutti i soggetti hanno la giusta e continua attenzione emotiva fra loro, se i genitori sono consapevoli del proprio ruolo di guida e punto di riferimento rispetto ai figli, allora i ragazzi riusciranno a vivere positivamente il periodo “rivoluzionario” dell’adolescenza.

L’unica risposta possibile e necessaria è la consapevolezza che nell’adolescenza gli spazi che i ragazzi richiedono e di cui hanno bisogno aumentano e quindi sta poi ai genitori relazionarsi in modo autentico con parole e comportamenti senza ricercare consenso o approvazione dai figli, ma scegliendo di svolgere pienamente e con coerenza il proprio fondamentale ruolo di accompagnatori nella crescita. Ricordiamo, infine, i prossimi appuntamenti: Tavola Rotonda il 17 aprile ore 21, presso la Sala Mediateca e l’incontro conclusivo con il Dirigente della Polizia Postale, Maurizio Pierlorenzi presso la Scuola Marchetti il 9 maggio ore 9.

postato da: albertodicapua alle ore aprile 01, 2009 19:25 | Permalink | commenti
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mercoledì, 01 aprile 2009
Il 20 marzo alla Marchetti, nell’ambito del progetto “Tutti nella rete e non solo”, il Prof. Marcucci, davanti ad un buon gruppo di genitori, ha parlato di: “Adolescenza e famiglia: dalla dipendenza affettiva alla costruzione di Sé.”

I genitori oggi sono spesso soppiantati da altri soggetti che contribuiscono fortemente alla formazione della personalità dei ragazzi, come talune trasmissioni televisive, la rete con le sue pericolose evasioni, le mode imposte dalla pubblicità e così via. Si è parlato di un Sé frammentato incapace di ritrovare punti di riferimento e di sintesi in casa, a scuola e in tutti quegli ambienti dove essi vivono abitualmente.

Emblematica è stata l’affermazione di un genitore che ha detto: “Ma io non ricordo che tipo di adolescenza ho avuto, eppure sono qua!”. Cosa potrebbe significare? Certamente tutti abbiamo avuto un’adolescenza ma ci si domanda anche che tipo di famiglie abbiamo avuto alle spalle. Le scuole dei genitori si sono moltiplicate negli ultimi vent’anni perché hanno risposto in qualche maniera ad un’esigenza sempre più sentita di saperne di più circa gli stili educativi più appropriati a gestire generazioni che presentavano problematicità sempre più complesse.

Le famiglie di oggi, che i media chiamano ‘normali’, spesso si chiedono come mai i loro ragazzi si trovano incastrati all’improvviso in vicende terribili, come abusi di sostanze, stupri e bravate criminali come lanciare un sasso dal cavalcavia. Diciamola tutta. Purtroppo, i fatti in cui i nostri ragazzi si trovano invischiati sono il più delle volte il risultato della nostra disattenzione, della nostra pigrizia e del nostro tanto da fare.

Sicuramente, i ragazzi di oggi si presentano più vulnerabili di un tempo, e a poco serviranno le tante scuole dei genitori cui parteciperemo se non cominceremo a capire che possiamo ancora essere per loro soggetti seri di confronto e di crescita. Comunque, questi momenti di riflessione e di dibattito rimangono molto importanti perché servono a prendere coscienza di fenomeni inquietanti come è quello rappresentato dalla rete, anche se per il momento troviamo interessata solo una piccola platea.

Il prossimo appuntamento è per venerdi prossimo 27 marzo, ore 18.00 con il titolo: “Prigionieri dei media: Internet, SMS, TV ed altre tentazioni.
postato da: albertodicapua alle ore aprile 01, 2009 19:21 | Permalink | commenti
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martedì, 10 marzo 2009

Il potenziamento a casa e a scuola dell’utilizzo del personal computer con connessione internet ha indubbiamente reso inderogabile il bisogno delle famiglie di conoscere la rete internet e di imparare a utilizzarla per seguire e proteggere i figli nei giochi e nello studio.


La navigazione, infatti, può essere per i nostri figli uno strumento di grande opportunità educativa, didattica e comunicativa, ma dobbiamo sapere come salvaguardarli dai pericoli: conoscenza, attenzione e prevenzione sono condizioni indispensabili per assicurare loro adeguata protezione.


Sicuramente siamo stati messi a dura prova, diciamocela tutta: viviamo la nostra maturità nell’era

dell’High-Tech, ma a malapena riusciamo a domare un manuale di istruzione per accendere una fotocamera digitale. Quanti di noi cedono le armi ai propri figli, che invece si muovono agili e sicuri fra questi misteri? Espressioni come “Lui (il figlio) ne sa più di me” “Ah, questa roba non fa per me, lascio fare a lui” ci sono familiari.


Questa “delega” per rinuncia quasi ci inorgoglisce, ci fa pensare “all’allievo che supera il maestro”. Inoltre, assuefatti da una pubblicità martellante, siamo rassicurati che basti un click per entrare nel mondo di Internet e usufruire di questo straordinario strumento, che ci semplifica la vita, facilita i contatti e azzera le distanze: all’interno delle mura domestiche, senza rischio di essere avvicinati da  sconosciuti, al riparo da droga, alcool e proposte indecenti.


Perché dovremmo temere di metterci in casa questo alieno? C’è, però, anche una zona buia, che pone i nostri figli a rischio di contatto con siti purtroppo dai contenuti violenti od osceni, sicuramente accattivanti, ma certamente non adatti alla loro crescita equilibrata. Internet apre la nostra casa ad un mondo straordinario, ma anche straordinariamente pericoloso.


Un altro aspetto che ci rende difficile l’allineamento con la tecnologia è determinato dalla velocità in cui una tendenza nasce, si sviluppa trasformando gli stili comportamentali dei nostri figli e di riflesso i nostri. Abbiamo sofferto la presenza in casa dei telefonini, che dissacravano l’intimità familiare e azzeravano le regole del bon ton: una mano per mangiare, l’altra per digitare i messaggini sotto la tavola apparecchiata.


Non abbiamo fatto in tempo a “digerire” gli sms, che irrompe nelle nostre case Messenger, la chat che consente di conversare gratuitamente con gli amici, in qualsiasi parte del mondo, ad ogni ora del giorno e, purtroppo, della notte. “Indovina se viene a cena?” potrebbe essere lo slogan sconfortato di una famiglia che si vede inghiottire il proprio figlio nella comunità virtuale. Pur intuendo la criticità del fenomeno, nonostante gli allarmi continuamente lanciati dai mezzi di comunicazione sui pericoli di internet, i genitori ancora si illudono che il problema sia del vicino della porta accanto.


Arriviamo ad oggi, o meglio ai nuovi scenari virtuali: i social network, capaci di far socializzare milioni di giovani del continente. Quanti genitori sanno se i propri figli sono iscritti ad un social network? Sono in grado di vedere cosa essi pubblicano? Siamo consapevoli che un ulteriore indugio crea uno scollamento comunicativo e dialogico con i nostri figli non più risanabile? È quanto mai urgente ridurre questa forbice.

postato da: albertodicapua alle ore marzo 10, 2009 22:56 | Permalink | commenti
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martedì, 10 marzo 2009

Foto pubblicata da albertodicapua
postato da: albertodicapua alle ore marzo 10, 2009 22:49 | Permalink | commenti
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martedì, 10 marzo 2009
Venerdì 6 marzo alle ore 18, presso l’Aula Magna dell I. C. Marchetti, è stata presentata la nuova iniziativa dell’AGE, l’Associazione Genitori Italiana, in collaborazione con Istituto Comprensivo Marchetti di Senigallia e il Centro Studi e Ricerche NOSTOS.

‘Tutti nella Rete (2)… e non solo’, lo ricordiamo, è un progetto di formazione ai nuovi media per docenti, genitori e studenti. A circa un anno dalla prima edizione, il Preside prof. Mario Cavallari ha presentato l’iniziativa assieme ad Alberto Di Capua e Paolo Molinelli dell’AGE, evidenziando la necessità di soffermarsi con competenza ed attenzione sui nuovi fenomeni della rete, dei media, della televisione, dei videogiochi, dei telefonini. Occorre consapevolezza, conoscenza e capacità di sviluppare un approccio critico nei ragazzi, affinché si rifugga dalla facile ed improduttiva tentazione di demonizzare la tecnologia e quindi il presente ed il futuro. Tre gli esperti che affronteranno l’argomento dal punto di vista dei genitori (lo psicoterapeuta dott. Moreno Marcucci), degli studenti (la psicologa dott.ssa Michela Boscaro) e dei docenti (la prof.ssa Patrizia Confalonieri).

Alla presenza di numerosi genitori e docenti, i tre relatori hanno brevemente illustrato il programma dei loro seminari e l’interessante presentazione è terminata con un proficuo dibattito che ha visto forse per la prima volta molteplici mamme e papà confrontarsi con franchezza sulle loro paure, sui lori dubbi e sulle loro certezze in tema di educazione dei propri figli.

Mentre i seminari con gli studenti sono già cominciati, si riassumono le scadenze per genitori e docenti (per tutti alle ore 18 presso l’I.C. Marchetti):

Genitori 20 marzo: Adolescenza e famiglia: dalla dipendenza affettiva alla costruzione di sé 27 marzo: Prigionieri dei media: internet, SMS, TV ed altre tentazioni 3 aprile: I ‘tecnodipendenti’. Difficoltà di relazione e perdita di contatto con la realtà. Strategie di intervento;

Docenti 12 marzo: Perché educare ad un uso critico dei media? Stop alle ostilità! Non demonizziamo i media ma educhiamo ai media 20 marzo: Stereotipi, finzione e realtà virtuale nei media 27 marzo: Violenza nei media e cyberbullismo.

Al termine di tutto il percorso, i risultati degli incontri saranno presentati a maggio nel corso di un convegno cittadino sui nuovi media.

postato da: albertodicapua alle ore marzo 10, 2009 22:46 | Permalink | commenti
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martedì, 10 marzo 2009
Venerdi 6 Marzo ore 18.00, presso la Scuola Marchetti, ci sarà la presentazione dei seminari di formazione ai Media (tv, web e altro) per docenti e genitori. L’iniziativa è promossa dall’Associazione Genitori di Senigallia (AGE), l’I.C. Marchetti e il Centro Studi Nostos.
Il digital divide (divario digitale) si intende il divario esistente tra chi può accedere alle nuove tecnologie e le utilizza con facilità (internet, personal computer) e chi no.

Spesso, la scarsa conoscenza che gli adulti hanno degli strumenti della rete e, quindi, l’assenza di controllo sui ragazzi per il corretto utilizzo degli stessi sono le motivazioni che ci spingono ad intervenire organizzando delle azioni informative e formative.

Infatti, i rischi di un comportamento agnostico e/o permissivo degli adulti sono: la possibilità, per i ragazzi, di fare brutti incontri sulla rete, di navigare in siti dal contenuto non adeguato e/o diventare eccessivamente “dipendenti” da un uso eccessivo dei mezzi virtuali.

Una recentissima ricerca di Save the Children rivela che più della metà dei ragazzi e le ragazze italiani utilizza quotidianamente i servizi web 2.0 (Msn, You Tube, Badoo, Facebook) e sono gli stessi intervistati a chiedere ai gestori maggiore protezione della privacy, più informazione e protezione da contenuti inadeguati.

Già l’anno scorso l’Associazione Genitori è intervenuta in quest’ambito, organizzando dei gruppi di discussione con i ragazzi, i cui risultati furono presentati agli insegnanti come ai loro genitori nel corso di un Convegno dal titolo: “Tutti nella rete” (Senigallia, Sala Mediateca 2008).

Seminari per Genitori c/o I.C. Marchetti ore 18.00
20 Marzo - Adolescenza e famiglia: dalla dipendenza affettiva alla costruzione di Sè.
27 Marzo - Prigionieri dei media: Internet, SMS, TV ed altre tentazioni.
3 Aprile - I "Tecnodipendenti". Difficoltà di relazione e perdita di contatto con la realtà. Strategie d’intervento.

Seminari per Docenti c/o I,C. Marchetti ore 15.30
12 Marzo – Perchè educare ad un uso critico dei media? Stop alle ostilità! Non demonizziamo i media ma educhiamo ai media.
20 Marzo – Stereotipi, finzione e realtà virtuale nei media.
27 Marzo -Violenza nei media e cyberbullismo

Gli studenti parteciperanno ad alcuni Laboratori durante le ore di lezione.

I risultati degli incontri saranno presentati a Maggio nel corso di un Convegno cittadino sui Nuovi Media.
postato da: albertodicapua alle ore marzo 10, 2009 22:44 | Permalink | commenti
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mercoledì, 18 febbraio 2009

In queste ultime settimane, abbiamo ascoltato insistentemente, la voce dei comitati dei genitori delle frazioni allarmati dal fatto che molto probabilmente i plessi che insistono sul loro territorio non raggiungeranno il numero previsto per formare la prima classe. Parliamo in particolare di Scapezzano e S. Angelo.

 

Comunicati, volantini, contatti personali stanno cercando di coinvolgere e convincere quei genitori residenti in altre zone della città ad iscrivere il proprio figlio nella loro scuola, e anche le Istituzioni stanno facendo la loro parte per far sì che queste scuole così importanti per queste comunità sopravvivano.

 

Ma c’è da chiedersi perché siamo arrivati a questo punto. Stiamo lottando contro il tempo e con la paura di non farcela. Perché? Qualcuno dirà che bisogna chiederlo alla Gelmini. Tutta colpa sua se la scure dei tagli colpirà persone e plessi.

 

E, invece, crediamo che, oggi più che mai, i quattro Istituti Comprensivi di Senigallia, piuttosto che presentarsi ognuno per sé, drenando iscrizioni a salvaguardia della propria sopravvivenza, avrebbero dovuto pensare ad una strategia di gruppo che potesse coniugare la formazione delle classi con il territorio. Ma qui è mancata probabilmente anche una regia comunale affinchè questo potesse avvenire, perché la proposta delle ‘iscrizioni intelligenti’ poteva essere percorribile sull’intero territorio comunale e non solo all’interno di un singolo Istituto come sta accadendo a Scapezzano e S. Angelo.

 

Comunque, c’è da dire anche un’altra cosa. A molti genitori interessa che, aldilà di quanto i governi decretino sulla scuola e soprattutto sul tempo che vi si trascorre, i loro figli alla fine di un ciclo di studi dovranno pur presentarsi alle scuole successive con determinate caratteristiche. Non la quantità delle cose che si fanno, dunque, ma quello che serve alla loro crescita. Questa è la domanda che molte famiglie pongono, ma, si dice che oggi, purtroppo, l’offerta non sarà più così rispondente a questa aspettativa, visto che non ci saranno più le compresenze e le classi saranno sempre così numerose; insomma, il maestro unico non ce la farà a mantenere gli standard raggiunti dall’impostazione modulare.

Allora, si dice infine che la nostra scuola andrà a picco.

Noi non vogliamo credere a questo, e ce lo dimostra il fatto che quando ci si impegna il contributo delle famiglie alla qualità della scuola può fare la differenza; e, infatti, dobbiamo dire che Scapezzano e S.Angelo stanno dando proprio un bel esempio, perché sono le uniche scuole della città che sono state presentate con forza da genitori; ed è questo il maggior valore di una scuola: la presenza e la partecipazione dei genitori alla sua salvaguardia e alla sua crescita.

 

Oggi siamo circondati da una montagna di problemi educativi e la nostra principale preoccupazione deve essere quella di assediare la scuola non per appropriarci del suo ruolo ma per offrirle la nostra più ampia collaborazione. Non a caso proprio questa mattina l’AGE si è incontrata con l’Istituto Comprensivo Marchetti per progettare una serie di incontri sull’uso competente dei nuovi media da parte dei nostri ragazzi. Come pure siamo in attesa di sapere, visto che i tempi cominciano ad essere molto stretti, quale esito abbia avuto la nostra richiesta di attivazione del comodato gratuito dei libri di testo scolastici.

In conclusione, al Consiglio Grande ci permettiamo di dare un Grande Consiglio, ossia quello di cominciare a pensare tutti insieme nel concreto quale Scuola vogliamo dare a questi ragazzi, creando occasioni di dialogo e di confronto sempre più importanti e dando corpo a questo Patto di corresponsabilità educativa, che noi oggi lo vediamo ancora scritto solo su un pezzo di carta.

postato da: albertodicapua alle ore febbraio 18, 2009 23:44 | Permalink | commenti
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